
Altro che festa delle donne. Non ci sarebbe proprio nulla da festeggiare. L' 8 marzo segna un anno difficile sia per quanto riguarda la crisi economica sia per quanto riguarda i diritti.I dati della Provincia di Vicenza ci ricordano che la crisi non e' finita e che le donne stanno pagando un prezzo molto alto. 2564 quelle che hanno perso il lavoro nel 2011 , nel 2010 sono state 2552.
'Purtroppo la fuoriuscita dal mondo del lavoro delle donne molto spesso si accompagna a condizioni di peggioramento delle condizioni di lavoro e alla messa in discussione di diritti fondamentali - spiega Fabiola Carletto , segretaria della Cgil vicentina - pensiamo al diritto di essere madri.L'Istat ha pubblicato un dato che parla da solo: 800.000 donne nel periodo 2008- 2009, sono state messe nelle condizioni di dover lasciare il lavoro a seguito di una gravidanza e solo il 40,7% di esse ha ripreso l'attivita' lavorativa. Questo - continua Fabiola Carletto - e' avvenuto attraverso la vergognosa pratica delle "dimissioni in bianco" che lavoratori, ma soprattutto lavoratrici vengono costretti a firmare al momento dell'assunzione. Un foglio in bianco con la tua firma sopra"in questo caso le dimissioni diventano volontarie"e in Veneto queste dimissioni sono state circa 2600'.
'La legge 188 del 2007 impediva questa pratica ricattatoria. Il governo Berlusconi ha provveduto a cancellare questa legge appena insediatosi. - entra nel dettaglio la segretaria della Cgil vicentina - Quindi le dimissioni in bianco, la "controriforma"delle pensioni, che penalizza tutti ma ancora di piu' le donne, le retribuzioni che per le donne sono un po' piu' basse, le flessibilita' imposte, il lavoro nero, le lavoratrici straniere costrette spesso, a subire violenze e soprusi perche' donne'.
Tutto questo rende ancora piu' difficile l'intero percorso lavorativo delle donne di ogni eta'rispetto agli uomini. - conclude la sindacalista - Per questo anche questo 8 marzo 2012 dovrebbe farci riflettere non solo sulla difficolta' per le donne di rimanere nel mercato del lavoro, ma soprattutto sull'arretramento della nostra societa' che attraverso la lesione di diritti fondamentali toglie dignita' e liberta' alle proprie cittadine".
di Redazione Thiene on line


















