Sarà la surroga del consigliere comunale Luciano Gamba (in foto) con Leonardo Zerbo ad aprire i lavori del Consiglio comunale di Thiene, domani, 23 febbraio. Un’uscita di scena, quella del capogruppo de Pdl, che può definirsi un po’ l’emblema delle evoluzioni all’interno del partito. A partire da quella che sembra ormai la decisione definitiva in vista delle amministrative: correre da soli, con un proprio candidato sindaco, con la consapevolezza che, in un eventuale ballottaggio, la Lega nord di Maria Rita Busetti potrebbe costituire l’attrattiva maggiore.
Proprio quando l’ingresso del Pd nella cordata pro Gianni Casarotto sembrava potesse spingere il Popolo della libertà verso un’alleanza, fino a poco tempo fa, improbabile con Busetti, si è assistito a un’ulteriore novità. E sembra che proprio la decisione di scendere in campo in solitudine sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, spingendo Gamba a gettare la spugna. L’ormai ex consigliere comunale, rotti gli indugi, confidava di essere il candidato sindaco. L’orientamento differente dei vertici del partito lo ha spinto alle dimissioni.
Pare certo che a correre per la poltrona di sindaco non sarà nemmeno Alberto Samperi il quale da mesi ha fatto capire a chiare lettere la sua intenzione di non candidarsi una seconda volta. Sembra che anche Maria Cristina Caretta, per il momento invischiata nella vicenda del falso tesseramento in provincia di Vicenza, abbia ceduto il passo per evitare di essere sovraesposta mediaticamente. A questo punto, si attende che il partito tiri fuori dal cilindro un nome diverso da quelli finora circolati.
Si sa che l’ultima parola l’avrà il coordinamento regionale, la cui linea è tuttora quella di andare con il Carroccio. E proprio qui sta il nodo: il Pdl è reduce da 5 anni di dura opposizione nei confronti di Busetti e un asse con il primo cittadino apparirebbe ai più come una scelta incoerente. Altrettanto difficile da spiegare agli elettori sarebbe un’intesa con Casarotto - sebbene goda di grande stima e considerazione - poiché inquadrata in una coalizione che contempla anche il Pd. Da questi due vicoli ciechi scaturisce la decisione di “ballare da soli”. E, qualora si arrivasse al secondo turno, proprio in forza della linea regionale del partito, che è quella di mantenere vivo il sodalizio con il Sole delle Alpi, il calcolo delle probabilità pare faccia pendere l’ago della bilancia dalla parte di Busetti. Paradossalmente, l’unico modo possibile, secondo le valutazioni del Pdl, di rimanere fedeli a se stessi e all’elettorato.
di Fabio Bonasera




















