
'Preferisco la galera piuttosto che rimanere in quel covo di vipere'. Per questa singolare motivazione si è costituto negli uffici della questura di Vicenza, Francesco Paolo Di Sibbio, 35 anni, di Torrebelvicino, conosciuto come il 'bandito della Jaguard'. L'uomo si trovava all'interno di una comunità, dopo l'arresto del 10 febbraio scorso, perchè ritenuto l'autore della rapina messa a segno ai danni di una farmacia di Monte Magrè. Di Sibbio, ieri pomeriggio, si è presentato negli uffici della questura berica, dichiarando di essere evaso il giorno prima dalla comunità di recupero, dove non avrebbe più resistito per via di continui litigi e rappresaglie da parte di persone all'interno della comunità, dove si trovava al regime dei domiciliari. 'Preferisco finire dietro le sbarre pur di non continuare a convivere con quella gente, che mi ha esasperato'.
Il trentacinquenne di Torrebelvicino aveva avuto gli onori della cronaca, dopo l'arresto dei carabinieri, che, dopo delle indagini su un colpo ai danni di una farmacia di Magrè, avevano individuato in Di Sibbio uno degli autori del colpo messo a segno con modalità alquanto particolari. L'uomo, assieme ad un complice, si era presentato dinanzi all'esercizio commerciale alla guida di una fiammante Jaguard. Quindi, in coppia, avevano fatto irruzione nella farmacia, facendosi consegnare l'incasso della giornata.
N.B.




















