
“Boccadirosa” nella vita, ma per lui, un operaio 51enne di Pozzoleone, quella giovane prostituta rumena era l'Amore, quello con la A maiuscola. Ben presto, però, quella iniziale passione sfociata nell'amore si è trasformata in un incubo per l'innamorato di mezza età. Un incubo conclusosi nella tarda serata di sabato scorso con un arresto per estorsione. Questa la storia. Lui vive ancora con gli anziani genitori, nessuna storia sentimentale alle spalle, solo qualche sporadica frequentazione con chi vende sesso a buon mercato. Donne di strada, sono comunemente chiamate, perchè sulla pubblica via vendono il proprio corpo. Una, tra queste, però, una che si fa chiamare Monica, fa breccia nel cuore dell'attempato cliente: è giovane, rumena, ha una storia triste alle spalle. Ormai è solo Monica che vuole, quella che gli ha fatto battere il cuore. Quando poi un incidente stradale la costringe ad una lunga degenza in ospedale, lui è lì, presente ogni giorno all'orario delle visite, con un mazzo di fiori in mano, un libro, una scatola di cioccolatini. Insomma, fedele allo stereotipo dell'innamorato, fedele anche al detto “ scurdammoce 'o passato”, il 51enne ama la sua Lei incondizionatamente. Ma il passato, si sa, non sempre “passa”, a volte ritorna. E, come recita un altro detto, “il lupo perde il pelo ma non il vizio, ben presto “Bocca di Rosa”, dimessa dall'ospedale, nonostante la costante presenza dell'operaio nella sua vita, il supporto economico dell'uomo, “tradisce” l'attempato spasimante con un giovane albanese, uno con cui, lui, la vede allontanarsi, una sera, a bordo di una fiammante Mercedes classe E. Nel “respinto” scatta la rabbia, la voglia di vendetta. Vendetta che sarà consumata, qualche ora dopo, sulla fiancata della vettura del rivale: “straziata” con un cavatappi per tutta la sua lunghezza. Ma l'autore non passa inosservato e il giorno dopo “l'Amore” gli invia un sms: “Ti hanno visto i vicini. Paga i danni o sarai denunciato”. E non finisce qui. Il giorno dopo gli telefona un uomo, sconosciuto, con accento straniero. Gli dice che gli avrebbe fatto pervenire il preventivo di una carrozzeria per risarcire i danni provocati alla Mercedes. Di più, nel pomeriggio, mentre il 51enne è fuori per delle commissioni con il padre, la madre riceve la visita di tre uomini. Sono stranieri, cercano suo figlio. Appreso della visita l'operaio contatta il tizio che gli aveva telefonato, questi gli dice di essere in possesso del preventivo: 3.700 euro, a tanto ammonta il danno causato alla vettura. Si accordano per la consegna del denaro, il giorno dopo in località Anconetta, nei pressi della stazione ferroviaria di Vicenza. Il 51enne si reca all'appuntamento con un assegno di cinquemila euro, qualcosa in più per il disturbo. Ma non bastano, lo sconosciuto, un albanese che gli comunica i suoi precedenti penali ( una sparatoria di qualche anno prima, con tre morti, nel vicentino. Tutto falso, si scoprirà dopo) gliene chiede altri 5mila. “Se non paghi – gli intima- facciano del male ai tuoi genitori e ti facciamo saltare in aria casa ed auto”. La vittima, atterrita, finge di accettare ma va dai carabinieri della Compagnia di Thiene, a raccontare l'intera vicenda. Scatta la trappola per l'estortore, Aldor Radaci, 24 anni, che viene catturato, la sera della 18 febbraio, al momento della consegna della seconda tranche da 5mila euro, alla quale sono presenti, nascosti, i militari dell'Arma. Il gip Silvia Golin ha disposto per Radal gli arresti domiciliari.
di Patrizia Vita (riproduzione riservata)




















