Kairòs è un interessante progetto rivolto agli studenti delle scuole elementari e medie per sensibilizzare i ragazzi a valorizzare le diversità. La disabilità di alcune persone e le loro difficoltà nella vita quotidiana pos-sono essere superate anche attraverso una “cultura” nuova da parte di tutti. Una cultura che già molte scuole dell’Alto Vicentino stanno provando a diffondere, aderendo all’iniziativa, come nel caso dell’istituto “S. Dorotea”, della media statale “F. Bassani-A. Ferrarin”, della Direzione didattica 1° circolo scuola primaria “P. Scarcerle”, tutte di Thiene, dell’istituto comprensivo “D Pittarini” di Fara Vicentino, del comprensivo di Marano Vicentino, del “Tiziano Vecelio” di Sarcedo, dell’istituto statale “Laverda” di Breganze e di tanti altri ancora.
Francesca Caddeo, una delle insegnati curatrici dell’iniziativa, spiega come, attraverso alcune semplici ma coinvolgenti esperienze in classe, i ragazzi durante un’intera settimana sperimentano alcune situazioni di disagio che si prefiggono di far prendere coscienza della situazione vissuta dalle persone disabili.
Francesca, che lavora a Marostica, nella scuola media statale Natale delle Laste, assieme a un nutrito e motivato gruppo di altri insegnati, grazie anche al supporto della sezione locale Lions club, ha creato un manuale disponibile in rete (www.lions-kairos.it) affinché dirigenti scolastici, insegnanti e alunni abbiano la possibilità di avere uno strumento operativo semplice, gratuito per realizzare questo virtuoso percorso didattico.
Francesca, da quando tempo esiste Kairòs?
“Il lavoro è iniziato con due scuole pilota nel 2009, un po’ alla cieca, tanto per restare in tema. Avevamo in mente chiara la strada ma non dove ci avrebbe portato. Avevamo tanta curiosità di capire dall’esperienza di queste due scuole la reale efficacia del progetto, e ci ripetevamo che erano meglio due scuole che nessuna; dovevamo correre il rischio di provare, piuttosto che non farlo. Per la scuola media, l’ambito della mia esperienza, siamo vicini al numero settanta che moltiplicato per una media di almeno 400-500 alunni fa davvero un numero importante di ragazzi. Tuttavia, non so di preciso quante siano le scuole in cui si attivata la settimana del superabile di Kairòs, perché è diventato difficile tenerne il conto dato che ogni anno sono in continuo aumento”.
Quali sono le ragioni di un così ampio consenso?
“A scuola parliamo spesso di diversità, ma l’approccio del Progetto Kairòs rende il tema più concreto, più vicino alla vita di ogni giorno. Durante un’intera settimana i ragazzi vivono delle esperienze e poi riflettono e spesso lo fanno con maggiore profondità. Proponiamo ai ragazzi delle esperienze che simulino situazioni di disabilità, coinvolgendoli nella loro esperienza motoria e sensoriale, per far comprendere quanta fatica, ma anche quanta forza, coraggio ed energia ci vuole per affrontare il semplice mondo di tutti i giorni, che in condizioni di diversità potrebbe diventare un mondo di ostacoli insormontabili. La settimana è definita ‘Superabile’ per far comprendere, anche dal titolo, che la diversità può essere superata e che essere disa-bili significa essere delle persone super abili, super capaci. E’ un rovesciamento di mondi, uno scambiare i punti di vista, un mettersi realmente nei panni dell’altro, è un’integrazione al contrario. In fondo spesso la nostra idea di diversità è ingabbiata in un limite mentale. Bisogna assolutamente modificarla, perché tutti siamo diversi quanto tutti siamo uguali”.
Ci puo fare un esempio di qualche attività?
“Nella settimana dedicata al Progetto ci sono lezioni o qualche ricreazione al buio o con i tappi alle orec-chie, esperienze in palestra con difficoltà motorie e sensoriali, facciamo disegnare o suonare i ragazzi ben-dati o con i guantoni da cucina, facciamo usare la mano sinistra oppure togliamo loro l’uso del pollice; i più grandi li mandiamo in giro per il paese a controllare le barriere architettoniche, li stimoliamo a trovare ed usare linguaggi alternativi e diversi da quelli conosciuti. Proponiamo percorsi con l’uso di filmati provocato-ri per tirare fuori i pregiudizi, che sono purtroppo tanti. Alcune attività riguardano un avvicinamento al di-sturbo della dislessia che non è una disabilità, ma una diversità non sempre compresa che può interessare quasi un alunno per classe: molte volte i compagni non guidati non comprendono perché non facciamo mai leggere il loro vicino di banco o perché gli concediamo del tempo in più o perfino l’uso del computer. E’ importante raggiungere la consapevolezza alla normale diversità”.
Chi ha ideato tutto questo?
“Innanzi tutto Erasmo Gastaldello, del gruppo Lions di Marostica, ideatore e grande promotore del progetto, persona molto sensibile instancabile che ha saputo costituire un gruppo di insegnanti affiatato. Che ha messo a punto il manuale. Poi, un grosso contributo viene dai ragazzi, capaci di stupirci e di cogliere l’opportunità che gli viene data da Kairòs”.
Come mai questo nome?
“Kairòs è il tempo particolare dove ognuno trova il proprio, con riflessioni importanti e profonde che lasciano il solco per costruire una strada che noi scuola crediamo sempre più indispensabile”.
di Alberto Brazzale















